Prototipazione 3D

Scriba Nanotecnologie dispone di una stampante per la prototipazione 3D, importante e versatile strumento per la realizzazione di accessori tridimensionali per molteplici applicazioni.

Il principio di funzionamento della nostra stampante è la stereolitografia. Questa tecnica permette di realizzare singoli oggetti tridimensionali a partire direttamente da dati digitali elaborati da un software CAD. La sua principale applicazione è la prototipazione 3D rapida e funziona per fotopolimerizzazione di una resina liquida, costruendo gli oggetti per esposizioni successive, cioè strato per strato. La resina è sensibile alla radiazione ultravioletta emessa da un sofisticato proiettore che ne traccia forme precise. L’interazione dei due elementi ha come conseguenza la solidificazione del fotopolimero. Questa tecnica prevede che i singoli strati di resina depositati si leghino chimicamente tra loro consentendo di generare oggetti con modulo elastico isotropo ed elevata resistenza meccanica.

PROTOTIPI REALIZZATI CON LA NOSTRA STAMPANTE

Scriba Nanotecnologie utilizza la stampante B9Creations con resina B9R-2 Black, B9R-4 Yellow e B9R-1 Cherry, in grado di produrre prototipi e accessori 3D in alta definizione. La nostra stampante consente la realizzazione di elementi con dimensioni caratteristiche di 200 µm.

I clienti possono fornire a Scriba il design dell’oggetto di interesse sotto forma di file CAD 2D o 3D, oppure può affidare la progettazione a Scriba. Il team di Scriba realizzerà l’effettivo prototipo, seguendo le indicazioni ricevute, consigliando eventuali accorgimenti tecnici per ottimizzare il prodotto. Una volta ottenuta l’approvazione del cliente, il nuovo oggetto prenderà forma.

STAMPA 3D

Ecco spiegato più in dettaglio il funzionamento di questa tecnologia

  • Il sistema di movimentazione della stampante stende uno strato sottile di polimero liquido sull’area di stampa. Poiché questo strato è liquido, si distribuirà su tutta la piattaforma uniformemente.
  • Il polimero liquido è sensibile ai raggi UV. Quando viene esposto alla luce focalizzata dal proiettore, la resina cambia il suo stato da liquido a solido. Il design 3D viene scomposto in piani, che vengono esposti come immagini bidimensionali sovrapposte. L’esposizione UV agisce sullo strato di resina e polimerizza gli strati. Le parti che non vengono esposte rimarranno liquide. Il movimento della vasca contenente la resina consente di ri-depositare uno strato di resina liquida di poche decine di micron di spessore sugli strati già polimerizzati, e il movimento in z consente di controllare lo sviluppo in altezza.
  • Questi due passaggi vengono ripetuti fino a completare tutti gli strati del modello tridimensionale.
  • Una volta che il processo di stampa è completato e l’intero oggetto è stato stampato, il prototipo 3D viene estratto dalla vasca contenente la resina. Il liquido in eccesso semplicemente scorre via e può essere riutilizzato per altre stampe.
  • Le parti realizzate vengono staccate dal tavolo di costruzione, levigate e rifinite.

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